VALORANT: la guida definitiva alla comprensione di Ranked, MMR e PC

Pubblicato da plutarco,
VALORANT è un FPS tattico difficile, tecnico e poco permissivo, lo sappiamo. Per questo, quando ci si butta nel competitivo c’è ancora più soddisfazione nel dare libero sfogo (e ovviamente mettere in mostra) le proprie abilità. Il percorso per scalare la classifica, però, può essere lungo ed accidentato. Non è infatti sempre semplice capire come funziona il matchmaking, cosa sono i PC e il MMR, quali sono gli step da superare e le difficoltà da affrontare.

Il sistema di ranked in VALORANT può apparire un po' confusionario, soprattutto per chi si approccia per la prima volta al gioco competitivo. Per iniziare, dovete ricordarvi che in VALORANT non ci si improvvisa pro player, installando il gioco e iniziando subito a scalare la classifica. Non è infatti possibile passare dalla modalità libera a quella competitiva/classificata con uno schiocco di dita. Dovete anzitutto vincere dieci match non classificati per sbloccare la modalità a cui state puntando.



Una volta portate a casa dieci partite libere, è poi necessario completare altre cinque partite di piazzamento, le più importanti per dare il via alla vostra carriera. Queste, infatti, aiutano l’algoritmo che sorregge l’intera infrastruttura competitiva di VALORANT a comprendere il vostro livello di partenza, per piazzarvi (a grandi linee) all’interno del maxi-sistema di classificazione che comprende tutti i giocatori.

In questo caso vittoria e sconfitta hanno un’importanza relativa (certo, è sempre meglio vincere, questo è chiato). In questo genere di partite nel calcolo per determinare il grado del player l’algoritmo prende in considerazione anche le prestazioni complessive, quindi anche quelle delle partite libere disputate in precedenza.

I GRADI: Stairway to Heaven



VALORANT propone, per il suo sistema di classificate, otto gradi principali: Ferro (il più basso); Bronzo; Argento; Oro; Platino; Diamante; Immortal; Radiante (all’inizio chiamato semplicemente “VALORANT”).

I primi sei gradi si suddividono in tre ulteriori “sotto-livelli”, se così li vogliamo chiamare. Infine, ci sono gli ultimi due gradi, Immortal e Radiante, che hanno solamente un livello ciascuno. In queste due fasce, infatti, si concentra forse a malapena l’1% dei giocatori (a Radiante, mentre per ogni regione competitiva solo 500 giocatori possono ambire ad essere Immortal), quelli più abili con lo shooter Riot Games.

La maggior parte dei giocatori inizia al grado Ferro, anche se le loro prestazioni durante le partite di piazzamento - se particolarmente favorevoli - possono portarli in un grado del ranking più elevato, come Bronzo o Argento.

MMR - il pomo della discordia - e i PC



Il MMR, quest’ultimo da sempre vero e proprio punto dolente in VALORANT, ha spesso e volentieri fatto scontrare Riot Games con la propria community. Il Match Making Rating System (o MMR, appunto), per semplificare è un punteggio che raccoglie e analizza le prestazioni di ogni giocatore come, per esempio, le uccisioni o le altre azioni compiute nel corso di un match. Queste sono diverse rispetto ai Punti Competitivi (o PC), come vedremo tra poco.



Chiaro che, ottenendo una lunga serie di vittorie o di prestazioni maiuscole, è possibile velocizzare la scalata verso nuovi gradi. Tutto questo, però, non accade dall’oggi al domani. Ci vuole molta dedizione e ci si deve armare di grande pazienza. Soprattutto, bisogna saperla prendere con filosofia, perché il MMR non è altro che un punteggio “stimato” e mai preciso. Molto spesso (anzi, spesso e volentieri) infatti può capitare che il sistema possa imbrigliare il giocatore a livelli bassi. Il MMR, insomma, è un valore nascosto, intangibile: muta dopo ogni partita e non è sempre facile capire in che modo si compone.

PC e MMR: la differenza



Il MMR viene separato dai cosiddetti Punti Competitivi (o PC). Questi ultimi non sono altro che i punti necessari per scalare la classifica e salire di grado. Se ne guadagnano e si perdono dopo ogni partita ma, al contrario del MMR, sono visibili al giocatore. Banalmente, è il punteggio della barra di avanzamento del grado. Questo, ovviamente, non coincide esattamente con l’MMR.

Significa che, giusto per portare un caso di scuola, può capitare che per l’algoritmo il giocatore potrebbe avere i PC di un rank Diamante 3 (quindi aver effettivamente scalato con fatica la classifica fino a quel grado), ma essere scaraventato - a causa di un MMR basso legato a prestazioni orribili - in matchmaking con giocatori nel grado Diamante 1. Viceversa, se si è Diamante 1 ma le prestazioni rimangono piuttosto positive per un lungo periodo di tempo è possibile che il MMR abbini il giocatore con compagni di grado più alto.



Ricapitolando: i PC sono visibili al giocatore e rappresentano l’effettivo grado raggiunto. Guadagnandoli (dopo ogni vittoria) si aumenta la propria posizione o ci si avvicina al grado superiore, al contrario si viene progressivamente retrocessi.

Il MMR, come dicevamo, è invece un sistema che rappresenta le prestazioni dei giocatori ma che questi ultimi non possono “vedere”. Il MMR infatti serve solo per bilanciare il più possibile le squadre, raggruppandone i componenti che presentano un punteggio MMR più o meno simile. Il problema è che quest’ultimo, come vi abbiamo già detto, non è altro che una stima rivista verso il basso, questo per non “rompere” l’integrità competitiva e abbinare troppi giocatori in livelli superiori. Man mano che il giocatore disputerà i match, comunque, i PC e l’MMR dovrebbero convergere verso un equilibrio che riflette la sua reale abilità.

In sostanza, ciò che il sistema di classificazione interna di VALORANT cerca di fare è far sì che il grado visibile al giocatore (raggiunto con i PC) si avvicini - col tempo - il più possibile all’MMR. Questa “convergenza”, come la chiamano gli stessi sviluppatori, avverrà dunque progressivamente, man mano che il giocatore si renderà protagonista di prestazioni (o serie di prestazioni) migliori.



L’Episodio 3, l’ultimo aggiornamento ha introdotto non solo nuovi bundle e il sedicesimo agente del roster KAY/O (leggetevi la nostra guida!) diverse innovazioni e modifiche radicali al matchmaking in classificata.
Con l’update il team di sviluppo ha portato una migliore precisione nello stesso matchmaking e aggiustamenti alla valutazione classificata dei giocatori, per rendere meno aleatoria la scalata e soprattutto la perdita dei gradi.

La cosa interessante di VALORANT comunque, è che, al contrario di quanto avviene in molti altri titoli competitivi, non si verifica il “decadimento” del grado, per la gioia di chi può giocare poco. Cosa significa? Semplicemente: il grado del giocatore che, volente o nolente, deve stare lontano dal titolo per molto tempo, non andrà in caduta libera.
Il giocatore quindi non dovrà ricominciare da capo e, dunque, quando rientrerà in gioco si troverà esattamente nel punto in cui aveva lasciato la sua progressione.

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